Gli sportelli immigrazione della Provincia di Bergamo

Nel corso degli ultimi anni hanno preso consistenza due processi importanti. Il primo è rappresentato dalla presenza di sportelli ed attività sul territorio provinciale, il secondo dalla messa in rete delle procedure favorita, a partire dal 2002, dalla realizzazione di un progetto dell’Assessorato alle Politiche Sociali della Provincia di Bergamo. Questa presenza consente di offrire un punto di accesso agli immigrati all’arrivo nel territorio; di assicurare un punto di ascolto e di prima accoglienza; di garantire un luogo di raccolta e richiesta di informazioni; di orientare sul territorio; di dare informazioni condivise e sicure sulla normativa vigente nel nostro Paese e di accompagnare il cittadino extracomunitario nella compilazione della modulistica relativa ai permessi di soggiorno, al ricongiungimento familiare, alla carta di soggiorno.
La mappa attuale vede i seguenti sportelli: Bergamo, Ambito Isola Bergamasca e Bassa Val San Martino, Arcene, Caravaggio, Casazza, Cologno al Serio, Costa Volpino, Nembro, Romano di Lombardia, S. Omobono Terme, Trescore Balneario, Treviglio, Verdellino, Villa d’Almè, Villongo. Aderiscono inoltre al progetto lo Sportello Informalavoro del Settore Istruzione, Formazione, Lavoro e Attività Produttive della Provincia di Bergamo; lo Sportello Unico per l’immigrazione della Prefettura di Bergamo; l’Unità Operativa Servizi di Mediazione e di Integrazione dell’Asl di Bergamo; la Questura di Bergamo; Confindustria Bergamo; l’Ufficio Diritti della CGIL e l’Associazione Nazionale oltre le Frontiere (ANOLF – CISL).
E’ opportuno tenere presente che tra i vari sportelli ci sono punti in comune e differenze  poiché, pur condividendo il linguaggio e avendo una comune base informativa, si trovano ad operare sul territorio di loro competenza con offerte variegate, che non si limitano più, come nel passato, ad un servizio di prima informazione durante la fase dell’emergenza immigrazione. Tra queste è significativa l’esperienza di Bergamo che, passando da un raccordo cooperativo tra i vari sportelli esistenti sul territorio, assicurati dalla Caritas e dal Servizio Migrazioni e Cooperazione Internazionale del Comune di Bergamo, ha reso operativo a partire dal 2001 uno sportello unico con sede nei locali del Comune. Diverso è il caso di Treviglio, il cui sportello nato da un rapporto sinergico tra ASL e Comune, continua con il contributo del Comune e, cosa importante, registra la presenza di un mediatore, che  opera anche all’esterno ed in collaborazione con alcuni servizi dell’Ente Locale. Diverso ancora è il caso dell’Isola, perché è nato con un decentramento territoriale dei punti di accesso, è frutto della connessione tra più Enti Locali e vede la compartecipazione di soggetti già accreditati sul territorio e riconosciuti dagli immigrati.
Gli sportelli con la loro attività si configurano anche come recettori della domanda che parte dall’immigrato in direzione dei servizi e della comunità di accoglienza. Sono il terminale della società locale a diretto e quotidiano contatto con i bisogni di questa parte della popolazione e possono essere un buon canale di comunicazione tra società  e realtà dell’immigrazione.
Sulla scorta della premessa e delle riflessioni sviluppate, è stata già avviata attraverso il progetto provinciale la messa in comunicazione e informazione tra i vari sportelli al fine di raggiungere i seguenti obiettivi: scambio delle informazioni relative all’individuazione dei bisogni, del profilo dell’utenza, della classificazione della domanda; conoscenza e confronto delle modalità organizzative, di comunicazione, di accoglienza, di risposta; relazioni con altri servizi istituzionali attraverso la presenza al tavolo di coordinamento di un referente della Questura e della Prefettura di Bergamo; relazioni con gli sportelli immigrazione di Confindustria Bergamo, della Provincia di Bergamo, delle organizzazioni sindacali; relazioni con la Direzione Provinciale del Lavoro e con l’Ascom; confronto sui punti critici, di forza e sulle potenzialità.
L’attività svolta, le informazioni e le riflessioni degli operatori mettono in evidenza che uno dei fuochi della domanda e dell’attività di risposta degli sportelli è rappresentato dagli adempimenti, documentazione e tempi relativi allo stato giuridico di immigrato (permessi di soggiorno, certificazione e produzione documenti). In sintesi, il fulcro dell’attività di coordinamento degli sportelli consiste nell’accertamento della documentazione e delle modalità di reperimento; nella facilitazione del lavoro propedeutico a quello della verifica e rilascio da parte delle autorità competenti; nel supporto nella realtà  lavorativa italiana e nell’orientamento verso i servizi del territorio.
Parallelamente alle azioni sopra descritte, il tavolo di coordinamento ha progettato e realizzato percorsi di formazione e approfondimento su diverse tematiche, aperti a coloro che operano a contatto con gli immigrati: nel 2002-2003 “Approfondimento modifica Testo Unico sull’Immigrazione”, nel 2003-2004 i seminari di formazione “Culture, diritti, persone” sul Diritto di famiglia internazionale, nel 2005 i seminari “Minori stranieri e modelli educativi nel contesto migratorio” e nel 2006 i percorsi formativi “Coppie e famiglie miste”.
Fondamentale si è rivelata l’individuazione di strumenti comuni che consentono agli sportelli di offrire  informazioni relative anche ai rapporti di lavoro, al sistema sanitario, assicurativo e previdenziale. Pertanto sono stati promossi momenti di confronto con le organizzazioni sindacali, Confindustria, la Direzione Provinciale del Lavoro, l’Ascom, l’Inps e le Aziende Ospedaliere.
Destinatari del progetto sono gli utenti immigrati, i servizi degli Enti locali, gli operatori e i responsabili degli sportelli, gli operatori sociali.


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