I Piani di Zona e la Legge 328/00

La legge n. 328 dell’8 novembre 2000 “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali” ridefinisce il profilo complessivo delle politiche sociali segnando il passaggio da un sistema di interventi “riparativi” ad un sistema di protezione sociale attiva, che privilegia le persone attraverso l’offerta di prestazioni flessibili e personalizzate.
La legge, allontanandosi dalle forme assistenziali centralizzate, affida al livello locale il compito di creare un sistema integrato di interventi e servizi sociali. In questo modo la programmazione delle politiche sociali è diventata nel corso degli ultimi anni sempre più importante per l’intera attività delle amministrazioni locali.
Il Piano di zona 2006-2008 è il secondo appuntamento con la programmazione delle politiche sociali e, nonostante l’esperienza maturata nel corso della prima triennalità , si definisce ancora come processo di graduale avvicinamento ad una forma di programmazione e gestione associata delle politiche sociali dei diversi ambiti territoriali.
La Provincia di Bergamo, che partecipa alla definizione e all’attuazione dei Piani di Zona (art. 7 L. 328/2000) per il triennio 2006-2008 all’interno degli Accordi di programma per l’attuazione dei Piani di Zona si impegna a:

  1. promuovere e sostenere, coerentemente alle proprie disponibilità e agli obiettivi fissati dalla amministrazione, interventi formativi a favore del personale di tutte le istituzioni sociali a vario titolo coinvolte, del pubblico, del privato e del volontariato;
  2. concorrere all’attuazione del sistema informativo degli Ambiti, in particolare attraverso l’Osservatorio politiche sociali;
  3. rendere disponibili agli Ambiti i dati e le informazioni raccolte dalla Provincia attraverso propri interventi di ricerca, studio e documentazione;
  4. sostenere, in raccordo con la programmazione provinciale, sperimentazioni locali individuate come significative;
  5. concordare la partecipazione di propri funzionari o collaboratori all’Ufficio di Piano e ai Tavoli di lavoro.

Proprio in funzione di questi impegni e per dare continuità al lavoro svolto e pubblicato nel precedente CD “Rapporto Immigrazione 2003” si è deciso di inserire e restituire agli operatori che lavorano sul territorio i progetti e le azioni che i 14 Ambiti hanno previsto nei rispettivi Piani di Zona per la popolazione straniera per il triennio 2006-2008.
Si sottolinea inoltre che si riportano solo i progetti in cui il tema immigrazione ha un riferimento esplicito, anche se si è consapevoli che ci potrebbero essere altre azioni in cui ci siano tra i destinatari cittadini stranieri, nonostante la voce immigrazione non sia stata specificata.

Ambito 1: Bergamo

L’immigrazione ha un’area specifica all’interno del Piano di Zona anche se si sottolinea che “l’universo dell’immigrazione non è di pertinenza esclusiva della L. 328/2000” (p. 179). L’immigrazione non è un tema a parte delle politiche dell’ambito e quindi “occorre realizzare un reale inserimento delle tematiche immigratorie in quelle degli altri Tavoli, assumendole come specificità”. Si prevede infine che per la prossima triennalità i diversi Tavoli, nell’affrontare i propri temi, prestino un’attenzione costante allo specifico immigrazione.
Le priorità di sviluppo del Piano di Zona 2006-2008 riguardano quattro aspetti:

  • accoglienza
  • sportello
  • interventi in campo sociale dei servizi e CPA
  • interventi specifici.
  1. Accoglienza
    • Aumento del numero di posti letto ed in particolare per l’utenza femminile;
    • coordinamento dell’offerta e sua razionalizzazione;
    • realizzazione di accoglienza temporanea con progettazione di percorsi di autonomia.
  2. Sportello
    • continuità nell’utilizzo delle leggi di settore;
    • concertazione tra i vari soggetti;
    • azione, ove possibile, per il superamento graduale dei servizi dedicati;
    • sostegno per l’attivazione di interventi di mediazione culturale e sociale.
  3. Interventi in campo sociale dei servizi e CPA
    • Individuazione di forme per incrementare le risorse destinate a specifiche azioni per sostenere gli interventi dei servizi sociali affinché possano più adeguatamente rispondere alle esigenze dei cittadini stranieri;
    • sostegno per interventi di mediazione culturale e sociale.
  4. Interventi specifici
    • Assistenti alla cura (badanti).

La conclusione della formazione realizzata dalla Provincia – Settore Politiche Sociali – richiede che il tema venga affrontato nelle diverse sedi, tra cui la L. 328/00, perché la presenza è forte e con implicazioni di natura giuridica, professionale, economica e culturale. Si suggeriscono interventi come il riconoscimento di un albo, l’incontro tra domanda e offerta, la formazione, la regolarizzazione e il sostegno economico alle famiglie. L’argomento dovrebbe essere affrontato unitamente al Tavolo Anziani e ad altri soggetti che sono attenti/attivi su queste tematiche.

Ambito 2: Dalmine

L’immigrazione rientra tra le priorità dell’area “Adulti, Immigrati, Grave emarginazione” che si collocano a livello di consolidamento dell’equipe inserimenti sociali per la grave emarginazione e di incremento degli interventi di mediazione culturale nelle scuole e nei servizi e di alfabetizzazione agli adulti.
Il tema immigrazione inoltre rientra anche trasversalmente in alcune azioni previste nei progetti dell’Area Minori: il progetto di prevenzione e promozione area infanzia e famiglia “Servizio sociale professionale e segretariato sociale per l’informazione e la consulenza al singolo e alle famiglie” al punto 4 delle priorità riporta: “sostegno all’interculturalità, attraverso la collaborazione con l’Area Immigrazione dell’Ambito territoriale di Dalmine”.
Vi sono poi, interventi di sostegno a progetti dell’Area “Adulti, Immigrati, Grave emarginazione” che hanno tra i destinatari anche la popolazione immigrata come il progetto “Aiuto alle vittime della tratta” promosso dalle associazioni LULE, Melarancia e Micaela Onlus.
Nell’area specifica “interventi a favore della popolazione straniera” rientrano i due progetti “Diritti di cittadinanza e accesso ai servizi” e “Centro risorse interculturali di Zingonia”. Tra le priorità del primo progetto, finanziato con fondi della L. 40/98 e in parte con fondi della L. 285/97 rientrano:

  • l’attivazione di corsi di lingua italiana con particolare attenzione alle donne garantendo un comune programma didattico e l’attivazione di un corso EDA;
  • l’incremento delle azioni di mediazione culturale nelle scuole e nei servizi;
  • percorsi di facilitazione linguistica, soprattutto per gli alunni neoarrivati, e di laboratori interculturali rivolti alle scuole per la diffusione di una cultura di cooperazione;
  • la supervisione e percorsi informativi per gli operatori;
  • l’avvio di un progetto sperimentale per l’inserimento lavorativo di persone immigrate svantaggiate.

Il secondo progetto, gestito dalla Fondazione San Giuliano in collaborazione con la cooperativa Kinesis, prevede la realizzazione di un Centro Risorse Interculturali in grado di:

  • raccogliere le informazioni presenti sul territorio riguardanti la presenza di cittadini stranieri;
  • fungere da punto di riferimento identificato e raggiungibile per i diversi interlocutori interessati;
  • garantire il coordinamento di azioni già in corso e promuovere l’attivazione di nuove azioni, curandone la valutazione.

Ambito 3: Seriate

Dall’analisi del territorio emerge che la continua crescita della popolazione straniera ed in particolare dei minori stranieri, “esige che sempre più le politiche sociali ed in particolare gli interventi a favore dei minori siano orientati ad una logica di inclusione sociale e di prevenzione” (p. 59).
I Tavoli di lavoro, tra cui rientra anche il Tavolo “Interculture e politiche delle migrazioni” hanno quindi il compito di “sviluppare una progettualità mirata su tematiche trasversali” (p. 91) facilitando la comunicazione, allargando la partecipazione e la corresponsabilità, confrontando ed integrando le diverse esperienze per proporre soluzioni innovative.
Per quanto riguarda la programmazione per il triennio 2006-2008 il Piano di Zona prevede all’interno dell’area “Interculture” l’obiettivo specifico di garantire la continuità delle azioni di sostegno all’integrazione dei cittadini stranieri ed in particolare dei minori, realizzate con gli interventi di mediazione culturale sviluppati dal progetto “Nogaye” con la coprogettazione e realizzazione ad opera della cooperativa Namastè. Oltre agli oggetti di lavoro indicati come trasversali a tutti i tavoli, le priorità del Tavolo “interculture e politiche delle migrazioni” sono:

  • l’integrazione dei cittadini stranieri;
  • il tema delle badanti (in collaborazione con il tavolo anziani);
  • la mediazione culturale scolastica. 

Ambito 4: Grumello

I tavoli tecnici anche per il 2006-2008 come per il triennio precedente sono:

  1. minori e famiglia;
  2. disabili;
  3. anziani;
  4. emarginazione.

Nel paragrafo “leggi di Settore” (p. 40) c’è il riferimento alla L. 40/98: “i progetti relativi alle leggi di settore (L. 45/99, L. 40/98, L. 285/97) sono parte integrante e importante della programmazione sociale di questo ambito. In attesa di conoscere quale sorte avranno le leggi di settore riteniamo importante sottolineare che i progetti fino ad oggi realizzati hanno permesso all’ambito di dare delle risposte concrete sviluppando politiche sovra comunali e in particolar modo unità di intenti e di obiettivi”.
Tra i progetti realizzati fino ad oggi si ricordano:

  • interventi di mediazione per bambini stranieri,
  • interventi di formazione per gli adulti che quotidianamente si confrontano con culture nuove e molto diverse dalla nostra.

Per il prossimo triennio l’intento è quello di sostenere il tavolo tecnico delle leggi di settore che “provvederà non solo a stimolare una progettazione sempre più partecipata, ma soprattutto a portare l’attenzione su nuove esigenze, nuove problematiche e soprattutto all’integrazione, ponendo particolare attenzione alle problematiche che spesso attraversano più progetti”

Ambito 5: Val cavallina

Anche se per il triennio 2003-2005 l'immigrazione non era indicata tra gli obiettivi prioritari né era prevista un’area di intervento legata a questo tema, il servizio di segretariato sociale dell’Ambito 5 ha toccato in modo trasversale diversi settori tra cui anche quello legato ai temi dell’immigrazione attraverso interventi di informazione e orientamento per la tutela dei diritti degli immigrati, accompagnamento per la domanda di permesso di soggiorno e ricongiungimento familiare, per l’accesso ai servizi in collaborazione con l’Informagiovani e il reinserimento sociale di persone a rischio di emarginazione.
Per il triennio 2006-2008 l’immigrazione ha un’area specifica in cui si prevedono diverse azioni tra cui:

  • mantenere e potenziare le attività dello sportello stranieri sia per la predisposizione delle pratiche per la regolarizzazione della presenza degli stranieri, sia per il supporto nella ricerca di soluzioni a quelli che sono i bisogni primari (casa, lavoro…);
  • attivare processi facilitanti la prima accoglienza e realizzare un rapporto promuovente e tutelante l’integrazione sociale tra famiglia, territorio e scuola attraverso la collaborazione con gli Istituti scolastici;
  • promuovere percorsi di integrazione sociale attraverso gli spazi aggregativi per minori attivi sul territorio e di un percorso di formazione per gli educatori sul tema della promozione di aggregazione nell’era dell’interculturalità;
  • costruire buone prassi per le prestazioni socio-assistenziali ed educative verso cittadini stranieri consapevoli della cultura di provenienza;
  • realizzare percorsi di prima alfabetizzazione per adulti (in particolare rivolti a donne straniere);
  • sviluppare iniziative per una conoscenza reciproca fra le diverse culture anche attraverso la sperimentazione di luoghi di rappresentanza dei cittadini stranieri per una sempre maggiore integrazione sociale;
  • sviluppare la collaborazione con la Prefettura di Bergamo per la realizzazione del “progetto SPINN”.

Ambito 6: Monte Bronzone e Basso Sebino

Già nel primo triennio il Piano di Zona del Monte Bronzone e Basso Sebino prevedeva il tavolo “integrazione stranieri” che rimane anche nella programmazione della nuova triennalità. Tra i bisogni emersi nel corso degli anni da parte della popolazione straniera residente si sottolineano quelli “legati alla garanzia dei diritti, alla praticabilità dei percorsi di inserimento e di inclusione, alla sostenibilità dei processi di integrazione” (p. 64). Per questa ragione gli obiettivi sostenibili che la Comunità Montana e i Comuni dell’ambito si prefiggono per gli anni 2006-2008, riguardano la “possibilità  di fare luce (…) alle questioni del domani” senza “fermarsi o accontentarsi di un servizio di primo livello che risponda al bisogno più o meno esplicitato dai diversi soggetti/destinatari del territorio (…) al quale sottoporre le questioni del quotidiano” (p. 67).
Le azioni che l’area “integrazione stranieri” si propone di realizzare sono quindi:

  • mantenere i riferimenti e i servizi maturati ad oggi per il cittadino,
  • rinsaldare i livelli di raccordo sovra-ambito e provinciale,
  • sviluppare la costruzione di reti e di partnership a livello locale,
  • sostenere e accompagnare le istituzioni scolastico-educative,
  • favorire il ruolo attivo degli immigrati,
  • allargare il panorama delle risorse disponibili,
  • creare le condizioni per sostenere un disegno più complesso dei processi di integrazione.

L’immigrazione inoltre non rientra solo in un’area specifica ma si ritrova anche nell’area minori in cui si avverte, all’interno dei vari progetti, il bisogno di “favorire forme di accoglienza e di integrazione tra famiglie italiane e straniere”.

Ambito 7: Alto Sebino

Accanto ai tavoli tecnici delle aree di lavoro (anziani, disabili, minori, adulti in difficoltà), si prevedono anche dei “tavoli tecnici leggi di settore” che riguardano la progettualità connessa alle leggi di settore sui temi dell’immigrazione, della popolazione giovanile e sulle problematiche della dipendenza.
Nell’area immigrazione si specifica che “gli interventi a supporto dell’integrazione della popolazione immigrata rientrano tra quelli normalmente garantiti a livello di ambito, a seconda dei bisogni emergenti. (…) Si ipotizza il mantenimento e l’incremento degli interventi predisposti contestualmente ai progetti L. 40/98” che “hanno visto una generale adesione di tutti i soggetti che nell’ambito sono direttamente interessati, enti locali e scuole, concretizzata anche nella destinazione di risorse economiche largamente superiori a quanto richiesto come quota di compartecipazione. In prospettiva si ipotizza il mantenimento di detto investimento di risorse, che rappresenta la possibilità di incrementare l’attenzione al settore, consolidando interventi a supporto dell’integrazione non necessariamente legati alla progettualità della L. 40/98, ma rientranti nella gestione ordinaria dei servizi; in questo senso le diverse unità d’offerta rivolte a famiglie, minori, disabili si fanno carico delle necessità espresse anche da parte della popolazione immigrata, pur con alcune difficoltà legate alle diversità dei riferimenti culturali.
Lo sviluppo di interventi di mediazione culturale, anche nell’ambito del servizio sociale, costituisce una prima risposta alle difficoltà emergenti nella fase di presa in carico.” (p. 45).

Ambito 8: Valle Seriana Inferiore

I tavoli tematici di questo Ambito riguardano anziani, disabilità e minori. All’interno dell’area minori si trova il progetto interculturalità che prevede i seguenti interventi:<(p>

  • mediazione culturale: interventi di mediazione culturale realizzati in ambito scolastico e nel settore dei servizi sociali (è in atto una Convenzione tra la Società servizi socio – sanitari Valle Seriana ed il servizio di mediazione culturale dell’ASL (UOSMI);
  • alfabetizzazione: sostegno alle attività di alfabetizzazione rivolte agli adulti del territorio realizzate dal volontariato locale e sostegno al progetto pilota di alfabetizzazione per studenti della scuola superiore facente capo al polo Romero di Albino;
  • formazione: interventi formativi specifici realizzati secondo un approccio interculturale rivolti a soggetti del territorio. Nel 2006 sono stati individuati come destinatari gli insegnanti delle scuole dell’obbligo e i volontari coinvolti nei corsi di alfabetizzazione;
  • progetti che possano favorire il confronto tra cittadini italiani e persone appartenenti ad altre culture mutuando lo stile del progetto “mamme del mondo”.

Obiettivo del prossimo triennio è il mantenimento dell’intervento di mediazione culturale in atto. In particolare la mediazione culturale nelle scuole, per essere realizzata con l’attuale efficacia, rende necessaria la conferma anche per il futuro della presenza del distacco, da parte del Provveditorato, di un insegnante dedicato, che svolga funzioni di raccordo tra le scuole del territorio e gli interventi dei mediatori culturali.
Inoltre si dovrà verificare la possibilità di avviare anche sul territorio di questo Ambito, un centro EDA per rispondere ai bisogni di alfabetizzazione degli adulti.
Infine, le questioni dell’orientamento e della presenza sempre maggiore di studenti all’interno della scuola secondaria superiore, rendono necessario l’avvio di una progettualità specifica.

Ambito 9: Valle Seriana Superiore e Scalve

Già nel Piano di zona 2003-2005 l’immigrazione era compresa nel tavolo di lavoro “Immigrazione e Nuove povertà”, tavolo che rimane anche nella programmazione per il triennio 2006-2008.
Ma l’immigrazione rientra trasversalmente anche nel tavolo “minori” con l’azione “tutela minori” dove si legge che “la nazionalità straniera di molti utenti comporta un carico di lavoro maggiore dovuto alla necessità di collaborare con il servizio sociale internazionale, con i mediatori culturali, con più tribunali e con servizi di altri ambiti territoriali a seguito della migrazione delle famiglie straniere nel territorio” (p. 40).
Più nello specifico invece, gli obiettivi previsti per la seconda triennalità relativi all’area “immigrazione, nuove povertà e disagio adulti” sono:

  • il mantenimento dei servizi in atto (che comprendono, ad esempio, interventi di alfabetizzazione di alunni, adulti e mediazione ed educazione interculturale; sostegno allo sportello scuola e attivazione di una rete fra istituzioni, volontariato, agenzie territoriali) “finanziati in questi anni dalla Legge di settore 40/98 con la partecipazione economica dei Comuni e della Comunità Montana” (p. 64);
  • la formazione e il registro badanti in collaborazione con la Caritas;
  • la formazione SSB per consulenza ad immigrati;
  • il progetto Carceri e territori.

Ambito 10: Valle Brembana

I tavoli tematici previsti dall’Ambito 10 per il triennio 2006 – 2008 sono: “minori e famiglia”,  “disabili”, “anziani” e “emarginazione”. All’interno dell’area “minori e famiglia” l’obiettivo 8 prevede il “proseguimento degli interventi previsti nell’ambito della progettualità della L. 40/98” attraverso l’attivazione dei progetti previsti per l’annualità 2005/2006 e la verifica e ridefinizione degli interventi anche in vista della gestione unitaria dei fondi a disposizione.

Ambito 11: Valle Imagna e Villa d’Almè

Tra le direttrici di politica sociale previste dalla programmazione per il 2006 – 2008 l’Ambito 11 prevede la garanzia dei livelli essenziali di assistenza “soprattutto potenziando gli interventi di facilitazione all’accesso al lavoro, all’accesso ai servizi, sviluppando forme di accompagnamento sociale e di integrazione sociale personalizzati, anche con particolare attenzione all’inclusione degli immigrati, ex detenuti per il loro reinserimento sociale e lavorativo” (p. 37).
All’interno dell’area “anziani” il progetto “sostegno domiciliarità” include in modo trasversale il fenomeno immigratorio ed in particolare il fenomeno delle assistenti familiari. Il progetto infatti ha tra gli obiettivi anche “l’introduzione in via sperimentale di voucher per il ricorso ad assistenti familiari private (badanti) qualificate” al fine di fornire “prestazioni di miglior livello, cercando di regolarizzare l’assistenza privata attualmente erogata per lo più in forma irregolare” (p. 43). Ma l’utenza immigrata ricorre anche all’interno dell’ “area emarginazione” in cui gli immigrati sono tra i destinatari del progetto “sportello di informazione e orientamento” che opera per dare informazioni, consulenze orientative, supporto alla transizione al lavoro e per il disbrigo delle procedure amministrative avvalendosi di un operatore e di interventi del mediatore culturale.
L’immigrazione rientra anche nell’“area minori e famiglie”: uno degli obiettivi del progetto “Servizio tutela minori” è infatti quello di assicurare l’integrazione del minore straniero nella comunità locale, inoltre i minori stranieri hanno un progetto dedicato illustrato di seguito.

Progetto minori stranieri
Obiettivi:
  • migliorare le abilità relazionali dei minori stranieri in ambito scolastico ed extrascolastico per favorire l’integrazione;
  • valorizzare le differenti identità in prospettiva interculturale.
Azioni da realizzare:
  • interventi nelle scuole volti a migliorare la capacità di comunicazione e la capacità relazionale con i compagni e con gli adulti;
  • interventi volti a facilitare il processo di integrazione nell’ambiente scolastico ed extrascolastico;
  • interventi di prevenzione dell’insuccesso e dell’abbandono scolastico.
Attori coinvolti:

Istituti comprensivi del territorio, Centro EDA di Ponte San Pietro, sportello alunni stranieri di Ponte San Pietro, Caritas Parrocchiali e Caritas Vicariale, mediatori culturali e assistenti sociali comunali.

Ambito 12: Isola Bergamasca e Bassa Valle San Martino

L’ambito 12 conferma anche per la seconda triennalità i tavoli tematici del triennio 2003-2005 in cui l’immigrazione rientrava nel tavolo “Grave emarginazione – povertà – dipendenze – immigrazione”.
Oltre al consolidamento dei progetti avviati nel triennio precedente, le azioni previste per il triennio 2006-2008 sono:

  • “favorire il reinserimento sociale di persone in condizioni di grave marginalità ed esclusione sociale” (attraverso diverse azioni tra cui: il potenziamento del Fondo di emergenza abitativo e delle azioni del “progetto Carcere”, il mantenimento degli accordi esistenti con le strutture di accoglienza territoriali per percorsi di recupero, la stesura di protocolli relativi al tema dei diritti di cittadinanza con riferimento particolare al tema della residenza anagrafica);
  •  “avviare interventi di sostegno in favore delle fasce di popolazione a rischio di esclusione in condizioni di vulnerabilità sociale”. In particolare, per la promozione di interventi atti a favorire l’integrazione degli immigrati nel territorio, il Piano di Zona prevede di: consolidare gli interventi finanziati con la L. 40/98 in collaborazione con il settore minori e con gli interventi finanziati dalla L. 285/97, organizzare corsi di alfabetizzazione per donne e minori stranieri, mantenere l’attività avviata dai sei sportelli “Porta Aperta” in collaborazione con Prefettura, Questura e Servizi Sociali del territorio, avviare interventi rivolti a donne sole, con minore e a nuclei familiari sul tema della sessualità, della maternità e dell’infanzia, avviare un servizio di consulenza legale mediazione e counseling sul tema del diritto internazionale;
  • “rilevare e monitorare il fenomeno della marginalità sul territorio e garantire la qualità degli interventi effettuati secondo modalità funzionali alle precedenti aree strategiche”.

Il Piano di Zona inoltre prevede che il tavolo “Grave emarginazione – povertà – dipendenze – immigrazione” lavori in sinergia con gli altri tavoli tematici: in particolare con il tavolo “minori e famiglia” per il servizio di pronto intervento sociale con l’obiettivo di garantire una risposta alloggiativa per le situazioni di emergenza personale e familiare, e con il tavolo “anziani” per la rilevazione, la formazione e la regolarizzazione della figura delle badanti, considerata una risorsa aggiuntiva per il sistema domiciliare attraverso l’avvio di uno sportello di incrocio domanda/offerta sul tema del lavoro domestico.

Ambito 13: Treviglio

Il Piano di Zona dell’ambito di Treviglio dedica diversi progetti alla popolazione straniera residente raccolti all’interno dell’area “immigrazione e marginalità sociale”; l’immigrazione rientra anche nell’area “minori” con il progetto “affido familiare rivolto a minori stranieri”. Questo progetto ha l’obiettivo di tutelare i diritti dei minori attraverso “la realizzazione di affidi familiari che tengano conto dell’identità etnico – culturale dei bambini e delle loro famiglie” (p. 21).
L’area immigrazione e marginalità sociale, costituita da cinque progetti, affronta il tema  immigrazione da diversi punti di vista: rientrano nei progetti azioni mirate

  • al sostegno alle giovani donne coinvolte nello sfruttamento alla prostituzione (progetto 1 “fondo sociale di emergenza e di crisi”);
  • alla conoscenza del contesto attraverso lo studio dell’insediamento nel territorio di cittadini stranieri da parte di amministratori e di altri soggetti (progetto 2);
  • al consolidamento di strumenti di lavoro per far fronte alle esigenze poste dall’immigrazione come la mediazione culturale, corsi di lingua italiana, corsi di formazione per badanti…(progetto 3 “area della formazione, sostegno sociale e cultura);
  • alla sperimentazione della mediazione culturale nei servizi ospedalieri, di corsi per l’accompagnamento di leader stranieri presenti sul territorio alla partecipazione e alla rappresentanza, in una prospettiva di collaborazione con le amministrazioni per la gestione dei problemi derivanti dalla convenga multiculturale (progetto 4 “area dell’innovazione e della sperimentazione”);
  • alla connessione dei vari soggetti del territorio  per raccordare il bisogno alle sue possibili risposte, aumentando contemporaneamente il grado di professionalità interculturale degli operatori per una migliore integrazione tra diverse culture, bisogni e risorse (progetto 5 “area della connessione tra servizi”).

Ambito 14: Romano di Lombardia

A differenza del precedente Piano di Zona, l’Ambito con il nuovo Piano di Zona vuole costituire un tavolo tematico sull’immigrazione al fine di analizzare e valutare il fenomeno per fornire risposte più adeguate.
Due sono le priorità di intervento: da una parte con il progetto “Sportello per cittadini stranieri” ci si intende affiancare a quanto già le singole amministrazioni comunali svolgono e dall’altra, con il progetto “accoglienza donne straniere vittime della prostituzione e della tratta”, si prevedono interventi volti all’ascolto, orientamento e accoglienza delle donne vittime della tratta con l’obiettivo finale di una integrazione sociale.
È previsto inoltre il progetto “intercultura”, attivo in tutte le scuole del territorio, che comprende interventi educativi di sostegno per i minori stranieri segnalati dalle scuole per problemi comportamentali, di mediazione culturale al fine di agevolare l’integrazione del bambino straniero all’interno della classe e di sostegno linguistico con corsi di prima alfabetizzazione per gli alunni stranieri di recente immigrazione. Un progetto definito innovativo è il “corso di alfabetizzazione sociale” che consente oltre all’alfabetizzazione linguistica anche un’opportunità di aggregazione, socializzazione e conoscenza del territorio.
I fondi per la realizzazione dei progetti provengono da diverse leggi di settore: il progetto di accoglienza delle donne vittime della tratta è finanziato con fondi della L. 328/2000, il progetto “intercultura” utilizza fondi della L. 285/97, mentre con i fondi della L. 40/98  si realizzeranno i progetti “sportello per cittadini stranieri” e il “corso di alfabetizzazione sociale”.
Infine l’area immigrazione rientra in modo trasversale nell’area Anziani in cui, con un finanziamento del Fondo Sociale Europeo, si intende riproporre la realizzazione del “Progetto Formazione Badanti”. Il corso di formazione per ausiliari addetti alle cure domiciliari, che ha come destinatari donne migranti, è già stato sperimentato con la collaborazione del Centro di Formazione Professionale EnAIP di Romano di Lombardia.


 
 
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