1. Introduzione

Qualche precisazione sulle definizioni e le convenzioni adottate.

I dati sulla presenza degli stranieri residenti in provincia di Bergamo al 31 dicembre 2005 che vengono qui presentati e discussi sono il prodotto della rilevazione annuale condotta parallelamente dall'Istituto Nazionale di Statistica (Istat) e dalla Prefettura di Bergamo in collaborazione con l'Amministrazione Provinciale di Bergamo, nell'ambito del Progetto interprovinciale di attività a supporto dell'Osservatorio Regionale per l'integrazione e la multietnicità, finanziato per il secondo anno consecutivo dalla Regione Lombardia [Vedi nota 1]. La rilevazione ha censito gli stranieri iscritti come residenti negli archivi anagrafici dei 244 comuni della Provincia, gli unici, del resto, che permettono di fornire cifre certe e ufficiali con cadenza regolare. Di conseguenza le analisi sviluppate nella presente relazione fanno esclusivo riferimento ai dati di fonte ufficiale, risultando preclusa la possibilità di investigare anche gli aspetti quantitativi della presenza degli stranieri non residenti.

Si è detto stranieri e non immigrati, e forse è utile ricordare che i due insiemi non sono perfettamente sovrapponibili, secondo le definizioni adottate dall'Istat. Gli stranieri sono, ovviamente, i cittadini che non possiedono la cittadinanza italiana. Gli immigrati sono invece i cittadini che al momento della nascita avvenuta all'estero non erano cittadini italiani. Sono pertanto considerati immigrati gli stranieri che hanno acquisito la cittadinanza italiana, pur risultando cittadini italiani, mentre non sono considerati immigrati, pur essendo stranieri, i bambini nati in Italia da genitori stranieri [Vedi nota 2] (Si veda la Figura 1).

Figura 1. Stranieri e immigrati
definizione di stranieri e immigrati

Discutere in questa sede della presenza degli stranieri anziché di quella degli immigrati è una conseguenza più che una scelta, legata alla disponibilità delle statistiche anagrafiche comunali sui primi piuttosto che sui secondi. La precisazione è doverosa per chi legge ma, una volta chiara la distinzione formale tra i due insiemi, non pregiudica alcuna delle analisi che seguiranno.

Inoltre, a differenza del precedente Rapporto sull'Immigrazione vengono conteggiati tutti gli stranieri e non solo gli extracomunitari provenienti dai paesi a forte pressione migratoria[Vedi nota 3]. Questa convenzione è stata adottata principalmente per non complicare troppo l'analisi dei dati e la comparazione con le statistiche degli anni precedenti. Occorre considerare infatti che il 1 maggio 2004 sono entrati a far parte dell'Unione Europea dieci nuovi stati: Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia e Ungheria. Tali Stati figurano pertanto come extracomunitari alla data di riferimento del precedente Rapporto ma non di quello presente, e inoltre non tutti sono classificati tra i paesi a forte pressione migratoria. Di più, il previsto allargamento dell'Unione Europea riguarderà anche la Romania, paese che, rispetto a tutti gli altri stati neocomunitari, ha il più alto numero di cittadini residenti in provincia. In sostanza, si è preferito abbandonare un criterio in base al quale le cifre presentate potevano cambiare, e anche in maniera rilevante, non tanto a fronte di una effettiva variazione nella presenza sul territorio ma come conseguenza della variazione nello status giuridico di qualche paese straniero.

Le cifre complessive della provincia

Fatte queste premesse, è possibile cominciare a illustrare i primi numeri della presenza straniera in Provincia. Al 31 dicembre 2005 risultano residenti in provincia di Bergamo più di 70.000 stranieri (per la precisione 71.293), pari al 6,9% dell'intera popolazione residente, un dato molto vicino alla media regionale del 7% ma comunque ben superiore alla percentuale nazionale pari al 4,5%. L'incremento del numero di stranieri nel triennio 2003-2005 è stato pari all'86%, circa dieci punti sopra la media regionale. Si consideri che l'ultimo provvedimento legislativo di regolarizzazione, la cosiddetta legge Bossi-Fini, è del 2002 ma ha prodotto i suoi effetti prevalentemente l'anno seguente. I maschi nella popolazione straniera sono quasi il 57%, mentre i minorenni rappresentano circa un quarto del totale. A Bergamo città l'incidenza degli stranieri è pari al 9%, un valore più alto del 30% del corrispondente valore provinciale. Per un confronto dei dati bergamaschi su scala regionale, si vedano la Tabella 1.2 e la Figura 1.3.

Tavola 1.2. Principali dati sulla presenza degli stranieri nelle province della Lombardia al 31 dicembre 2005
Provincia Stranieri di cui:
% maschi
di cui:
% minorenni
var.% stranieri
risp. 31/12/02
% stranieri
su pop.res.
% stranieri
su pop.res
capoluogo
Bergamo 71.293  56,8% 25,1% 86% 6,9% 9,0%
Brescia 110.663  56,6% 25,7% 76% 9,4% 13,4%
Como 29.455  51,2% 22,8% 81% 5,2% 8,3%
Cremona 22.787  54,0% 27,2% 71% 6,5% 7,4%
Lecco 16.761  53,5% 26,0% 72% 5,2% 5,9%
Lodi 13.817  53,8% 26,9% 99% 6,5% 7,0%
Mantova 31.781  54,7% 26,6% 67% 8,1% 7,9%
Milano 292.204  51,3% 20,8% 72% 7,6% 12,4%
Pavia 26.335  51,6% 22,8% 101% 5,1% 5,7%
Sondrio 4.685  48,3% 22,0% 78% 2,6% 4,2%
Varese 46.103  51,0% 23,9% 74% 5,4% 8,0%


Figura 1.3. Alcuni dati sulla presenza degli stranieri nelle province della Lombardia al 31 dicembre 2005
Lombardia, presenze assolute e percentuali di stranieri

Tra le province lombarde, Bergamo è la quarta per presenza percentuale, superata, oltre che da Mantova, dalle province confinanti di Milano e Brescia, le quali insieme registrano i più alti valori di presenze assolute e di presenze percentuali, sia in provincia che nei capoluoghi. A Brescia, per esempio, l'incidenza degli stranieri sui residenti nel capoluogo supera di circa il 50% quella di Bergamo. Anche se i numeri di Bergamo sono tutt'altro che trascurabili, la realtà bergamasca si inserisce dunque in un quadro regionale dove nelle due più importanti e vicine realtà provinciali il peso degli stranieri è di gran lunga superiore. La rilevanza del dato sulle presenze assolute, terzo dopo Milano e Brescia, va letta tenendo conto che la provincia di Bergamo supera ormai il milione di abitanti.



Note
  1. Tutte le cifre presentate in questa sede sono reperibili sul sito demo.istat.it, tranne quelle sulla nazionalità degli stranieri minorenni, che l'Istat non rilascia. In questo caso i dati sulla presenza sono stati stimati, coerentemente con i dati aggregati dell'Istat, in base alla rilevazione della Prefettura di Bergamo che ha avuto un grado di copertura dei comuni della provincia molto vicino al 100%.[Torna su] 
  2. Secondo quanto riportato dai principali quotidiani nazionali, è in cantiere una riforma della legge sulla cittadinanza in base alla quale i bambini che nascono in Italia da genitori stranieri residenti da un certo numero di anni acquisirebbero per diritto la cittadinanza italiana. In tal caso si eliminerebbe uno degli elementi che differenzia la nozione di straniero da quella di immigrato. [Torna su]
  3. Più precisamente, l'insieme dei paesi extracomunitari a sviluppo avanzato (Canada e USA in America, Giappone e Israele in Asia, Australia e Nuova Zelanda in Oceania) che sono stati esclusi dal precedente Rapporto non definisce esattamente, in via complementare, quello dei paesi a paesi a forte pressione migratoria. I piccoli stati che formano gli arcipelaghi dell'Oceania sono infatti compresi nel primo insieme ma non nel secondo. L'estrema esiguità del numero degli stranieri provenienti da tali stati  rendeva comunque quantitativamente irrilevante l'uso dell'una o dell'altra definizione. [Torna su]

 
 
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