4. La distribuzione in provincia

Per descrivere la distribuzione degli stranieri in provincia è naturale fare riferimento agli ambiti distrettuali, che, oltre a concordare, almeno per le Valli, con una spontanea suddivisione geografica del territorio, costituiscono le entità amministrative preposte dalla legge 328/2000 alla definizione delle politche sociali. La Tavola 4.1 riporta per ciascuno dei quattordici ambiti della provincia i principali dati aggregati relativi alla presenza degli stranieri, alcuni dei quali sono ripresi nella mappa della successiva Figura 4.2.

Tavola 4.1 Principali dati sulla presenza degli stranieri negli ambiti della provincia
 Ambito Stranieri % stranieri
su pop.
residente
% maschi % minorenni var. %
rispetto
fine 2002
Bergamo 11.797 8,0% 49,2% 23,2% 96,0%
Dalmine 9.293 7,0% 58,6% 23,7% 89,1%
Seriate 4.569 6,7% 57,5% 25,3% 76,1%
Grumello 4.705 10,6% 61,9% 27,6% 83,9%
Valle Cavallina 4.697 9,6% 61,1% 26,5% 79,3%
Basso Sebino 2.997 10,2% 61,7% 23,0% 71,4%
Alto Sebino 2.024 6,7% 54,5% 25,1% 84,7%
Valle Seriana 4.626 4,8% 54,9% 24,3% 65,2%
Valle Seriana e Scalve 1.571 3,6% 50,7% 26,2% 54,0%
Valle Brembana 992 2,3% 49,8% 24,6% 56,7%
Valle Imagna 2.199 4,4% 53,9% 26,7% 57,1%
Isola Bergamasca 7.733 6,4% 57,2% 25,8% 98,9%
Treviglio 7.268 7,1% 59,0% 25,5% 98,0%
Romano Di Lombardia 6.822 9,0% 60,8% 27,3% 108,9%

Figura 4.2. Rappresentazione cartografica della presenza degli stranieri e loro composizione per sesso nei distretti della provincia
l'immagine è una trasposizione grafica dei dati contenuti nella Tavola 4.1

Come si vede, gli ambiti a sud-est registrano i tassi di incidenza percentuale più alti, mentre le presenze numericamente più consistenti sono concentrate, oltre che nell'ambito di Bergamo, in quelli a sud-ovest. Le Valli confermano di essere poli di attrazione molto deboli, sia in termini assoluti che relativi. Con l'eccezione dell'ambito di Bergamo, i maschi prevalgono negli ambiti dove più forte è la presenza di stranieri, mentre i dati sull'incidenza dei minorenni risultano poco significativi, risultando la differenza tra il valore più grande e quello più piccolo inferiore ai cinque punti percentuali. Infine, esiste una non trascurabile correlazione positiva tra presenze percentuali e variazioni percentuali delle presenze nel triennio 2003-2005. Ciò significa che in questi tre anni è aumentato il divario tra gli ambiti rispetto ai tassi di incidenza relativa ovvero che, in altre parole, il numero degli stranieri è cresciuto di più laddove era già alto in termini percentuali.

Nelle due mappe in Figura 4.3 viene descritta la distribuzione degli stranieri in provincia a livello comunale. Si tratta di due modi diversi di presentare le medesime informazioni: mella mappa areale (a), le presenze assolute sono rappresentate da punti e quelle percentuali dal colore della griglia continua sottostante; nella mappa intervallare (b), le presenze assolute sono rappresentate dalle dimensioni dei cerchi e quelle relative dai loro colori.

Figure 4.3a e 4.3b Rappresentazioni cartografiche della presenza degli stranieri nei comuni della provincia

Mappa areale
l'immagine è una trasposizione grafica dei dati contenuti nella Tavola A5.5

Mappa intervallare
l'immagine è una trasposizione grafica dei dati contenuti nella Tavola A5.5
 

L'esame delle due rappresentazioni cartografiche conferma sostanzialmente il quadro fin qui delineato, e, grazie al livello di disaggregazione più dettagliato, permette di cogliere qualche particolare in più. Ma i dati a livello comunale consentono di effettuare anche analisi più approfondite, come la comparazione delle modalità con cui gli stranieri si distribuiscono nei diversi ambiti.

Per cominciare, si consideri la Tavola 4.4, che riporta i dati relativi ai dieci Comuni più popolosi della Provincia.


Tabella 4.4. Dati sulla presenza degli stranieri nei dieci comuni più popolosi della provincia
Comune Residenti Stranieri % stranieri
su
residenti
Bergamo 116.197 10.462 9,0%
Treviglio 27.450 2.052 7,5%
Dalmine 22.290 1.290 5,8%
Seriate 22.014 1.746 7,9%
Albino 17.591 916 5,2%
Romano di lombardia 17.072 1.692 9,9%
Caravaggio 15.057 946 6,3%
Alzano lombardo 12.924 770 6,0%
Stezzano 11.584 742 6,4%
Nembro 11.215 578 5,2%
     Totali 273.394 21.194  
     % su intera provincia (26,4%) (29,7%)  

Riassumendo, i primi dieci comuni della Provincia per numero di abitanti, corrispondenti al 26,4% dei residenti, raccolgono una quota un po' più alta di stranieri, il 29,7%: la differenza tra le due percentuali sembra suggerire l'esistenza di una leggera propensione degli stranieri a stabilirsi nei comuni più abitati.

Per proseguire, si consideri la seguente Tavola 4.5, che riporta i dati relativi ai dieci comuni della provincia con la percentuale di stranieri più alta.

Tabella 4.5. Dati sulla presenza degli stranieri nei dieci comuni della provincia con la più alta incidenza percentuale di stranieri
Comune Residenti Stranieri % stranieri
su
residenti
Telgate 4660 956 20,5%
Verdellino 7310 1281 17,5%
Corna imagna 972 169 17,4%
Ciserano 5321 801 15,1%
Barbata 653 94 14,4%
Credaro 2786 400 14,4%
Carobbio degli angeli 4059 561 13,8%
Gaverina terme 929 128 13,8%
Borgo di terzo 1112 152 13,7%
Adrara san rocco 852 115 13,5%
     Totali 28654 4657  
     % su intera provincia (2,8%) (6,5%)  

Come risulta, i dieci comuni con il più alto tasso di stranieri arrivano solo al 2,9% della popolazione della provincia pur avendone il 6,7% degli stranieri. La differenza tra il secondo valore e il primo è una misura del grado con cui gli stranieri si concentrano nei Comuni a più alto tasso di incidenza.
L'ordinamento dei comuni visto nelle due tavole precedenti, decrescente rispettivamente per numero di abitanti e per tasso di presenza straniera, suggerisce la costruzione dei seguenti due indici:

  • indice di attrazione urbana, calcolato come la percentuale di stranieri dell'intera provincia corrispondenti a quella metà [Vedi nota 1] della popolazione che risiede nei comuni più abitati. Valori dell'indice di attrazione urbana via via più grandi del 50% sono segnali di una crescente tendenza degli stranieri a stabilirsi nei comuni più abitati, e viceversa: si veda la Figura 4.6.
  • indice di concentrazione locale, calcolato come la percentuale della popolazione dell'intera provincia che corrisponde a quella metà degli stranieri residenti nei comuni a più alto tasso di presenza straniera. L'indice di concentrazione territoriale assume il valore teorico massimo del 50% nel caso in cui l'incidenza percentuale degli stranieri è la stessa in tutti i comuni della provincia, mentre valori tanto più piccoli indicano una tendenza a risiedere in un certo numero di comuni che raccolgono una quota tanto più ristretta della popolazione residente [Vedi nota 2]: si veda la Figura 4.7.
Figura 4.6. Esemplificazione grafica dell'indice di attrazione urbana
 
Figura 4.7 Esemplificazione grafica dell'indice di concentrazione locale
 

Per la Provincia di Bergamo, l'indice di attrazione urbana è pari al 54,7%, confermando una lieve tendenza degli stranieri a risiedere nei Comuni più popolosi, mentre il valore dell'indice di concentrazione territoriale per la provincia è pari a 33,2%, ovvero, in altre parole, un terzo della popolazione residente ospita la metà degli stranieri. Senza un termine di paragone, risulta difficile commentare ulteriormente i dati provinciali. Tuttavia, calcolando i valori dei due indici per tutti gli ambiti della provincia, diventa possibile costruire un quadro comparativo, che viene presentato nella Figura 4.8.

Figura 4.8. Caratterizzazione degli ambiti della provincia rispetto all'indice di attrazione urbana e all'indice di concentrazione locale
l'immagine è una trasposizione grafica dei dati contenuti nella Tavola A5.6
 

Nel grafico, ogni ambito è rappresentato da una bolla colorata. La dimensione delle bolle è proporzionale al numero di stranieri residenti, mentre il colore varia a seconda della loro incidenza percentuale. La posizione orizzontale corrisponde al valore assunto dall'indice di attrazione urbana: più stranieri, percentualmente, nei comuni popolosi a destra, meno a sinistra. La posizione verticale corrisponde invece al valore assunto dall'indice di concentrazione locale: dal basso verso l'alto, cresce la dispersione degli stranieri tra la popolazione residente. 

L'esame del grafico permette di riconoscere alcune caratterizzazioni della distribuzione degli stranieri negli ambiti della provincia. Per esempio, le tre valli più settentrionali risultano ben distanti dagli altri ambiti, figurando tutte con valori elevati di concentrazione locale, ma differendo tra loro per il valore dell'indice di attrazione urbana. In altre parole gli stranieri, pur presenti in numero e incidenza modesti, tendono a concentrarsi preferendo comuni di piccole dimensioni in Valle Imagna e, al contrario, comuni di grandi dimensioni in Valle Seriana e Scalve. Si noti che le dimensioni demografiche dei comuni vanno sempre giudicate in termini relativi, cioè rapportate all'ambito considerato: un comune di mille abitanti può essere grande laddove la maggior parte dei comuni ha meno di mille abitanti. Gli ambiti di Dalmine e Grumello di distinguono perché i centri abitati più grandi attraggono sensibilmente meno stranieri che nei restanti ambiti della provincia, i quali hanno profili molto simili, presentando, in generale, valori dell'indice di attrazione urbana di poco superiori al 50% e i più alti valori dell'indice di concentrazione locale registrati in provincia [Vedi nota 3].

Oltre che la distribuzione degli stranieri nel loro complesso, è interessante investigare anche la distribuzione geografica in provincia dei singoli collettivi di stranieri. La Figura 4.9 offre un quadro riassuntivo della presenza di stranieri delle otto principali nazionalità negli ambiti della provincia. Nel grafico, i profili degli ambiti sono da interpretare in termini relativi, rapportando gli indicatori relativi ai singoli stati al corrispondente dato provinciale. La lettura del grafico permette così di riconoscere quegli ambiti dove più la suddivisione degli stranieri per nazionalità somiglia a quella provinciale, come l'ambito di Seriate, e quegli ambiti al contrario che sono caratterizzati da una presenza percentualmente molto più alta della media di alcune nazionalità: questo è il caso dei boliviani nell'ambito di Bergamo, degli indiani negli ambiti di Grumello e Valle Cavallina, degli jugoslavi in Valle Seriana e Scalve.

Figura 4.9. Comparazione del peso dei principali paesi di provenienza in ciascun ambito rispetto alla media provinciale
 

Nelle anteprime delle mappe riportate in Figura 4.10, riportate estesamente alla pagina degli allegati nella doppia versione areale e intervallare, sono rappresentate le distribuzioni a livello comunale degli stranieri provenienti dai primi otto paesi per presenze assolute. Analogamente a quanto visto per il grafico degli ambiti, tutte le mappe condividono la stessa scala: i colori indicano quanto si distanziano le presenze percentuali locali rispetto alle presenze percentuali medie provinciali di ogni singolo Paese. Le mappe permettono di cogliere le specificità delle distribuzioni territoriali per ciascuna delle nazionalità considerate, raffinando e completando il quadro comparativo offerto dal precedente grafico sugli ambiti distrettuali.

Figura 4.10 Rappresentazioni cartografiche della presenza degli stranieri degli otto principali paesi di provenienza nei comuni della provincia

Marocco
Albania
Senegal
Romania
India
Bolivia
Ucraina
Serbia e Montenegro
 

I dati sulla presenza degli stranieri suddivisi per paese di provenienza e comune di residenza permettono anche di indagare un altro aspetto degno di attenzione: l'esistenza e la forza attrattiva di comunità nazionali numericamente significative, ovvero, in via complementare, il grado di dispersione degli stranieri sul territorio della provincia. A questo proposito si consideri la seguente Tavola 4.11, che per gli otto maggiori paesi di provenienza riporta:

  1. quanti stranieri su 100 sono residenti a fine 2005 nei primi 24 comuni (pari al 10% del numero dei comuni della provincia) per presenze assolute;
  2. la variazione dello stesso dato rispetto a fine 2002;
  3. quanti stranieri su 100 sono residenti a fine 2005 nei comuni che a fine 2002, in ordine di numeri assoluti decrescenti, raccoglievano il 50% delle presenze.

I valori nella colonna A) possono essere interpretati come una misura della tendenza a formare a livello comunale delle comunità nazionali numericamente significative rispetto alla presenza complessiva in provincia di stranieri della stessa cittadinanza, piuttosto che a disperdersi in tutta la provincia. Le differenze nella colonna B) indicano come è variata quantitativamente questa tendenza nel triennio considerato, mentre i valori nella colonna C) informano se e in che misura i comuni a maggior presenza hanno continuato a svolgere un ruolo di attrazione sempre nello stesso periodo. Percentuali tanto più distanti dal 50% indicano processi tanto più marcati di allargamento o dispersione delle presenze, se inferiori, o di accentramento nei comuni con le comunità nazionali numericamente più consistenti, se maggiori.

Tavola 4.11 Alcuni indicatori sulla distribuzione delle presenze assolute degli stranieri per i primi otto paesi di provenienza
Paese colonna A
(vedi sopra)
colonna B
(vedi sopra)
colonna C
vedi sopra)
Marocco 38,2% -2,4% 45,6%
Albania 54,3% -2,1% 46,2%
Senegal 53,6% -1,7% 47,4%
Romania 51,4% -7,2% 41,5%
India 64,0% +2,1% 50,4%
Bolivia 88,0% -8,5% 42,6%
Ucraina 57,1% -8,6% 35,9%
Serbia e Montenegro 80,1% +10,6% 56,5%

I dati nella tavola confermano che, tra i principali paesi di provenienza, la comunità marocchina è quella più diffusa nel territorio della provincia, mentre all'opposto, la presenza dei boliviani risulta fortemente localizzata (principalmente nel capoluogo, come rilevato in precedenza). Oltre a ciò, il confronto con la situazione del 2002 evidenzia in generale, a livello di presenze assolute, l'effetto di una sensibile spinta a distribuire le presenze su un numero maggiore di comuni [Vedi nota 3].


Note
  1. Invece della metà, si poteva ugualmente, e arbitrariamente, scegliere un quarto, o un quinto, o qualunque altra frazione. La scelta di metà come soglia per la definizione degli indici è motivata soprattutto per la sua semplicita interpretativa. [Torna su]
  2. In verità occorre fare due precisazioni importanti. Circa l'ambito del capoluogo, i valori dei due indici sono in gran parte determinati dalla grande dimensione demografica di Bergamo rispetto ai restanti comuni. Il profilo dell'ambito di Dalmine cambierebbe invece radicalmente aggregando sotto un'unica voce i cinque comuni (Boltiere, Ciserano, Osio Sotto, Verdellino, Verdello) che formano il polo di Zingonia. Infatti, questi comuni registrano i più alti tassi di presenza percentuale di stranieri nell'ambito, cosicché la loro unione lascerebbe sì immutato il valore dell'indice di concentrazione locale, ma farebbe anche aumentare il valore dell'indice di attrazione urbana di più di venti punti percentuali, portandolo a oltre il 60%. [Torna su]
  3. Fa eccezione il caso di Serbia e Montenegro per il quale peraltro è già stata segnalata una possibile ambiguità nei dati rilevati. [Torna su]

 
 
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