3. La struttura demografica

Se si sovrappone la piramide delle età della popolazione di tutti i residenti con quella del suo sottogruppo formato dai soli stranieri, come viene fatto in Figura 1 [Vedi nota 1], si nota subito l'enorme differenza tra le strutture demografiche delle due popolazioni. La popolazione degli stranieri risulta essere nettamente più giovane di quella dei residenti. In particolare, mentre la popolazione dei residenti registra un progressivo processo di invecchiamento, in quella degli stranieri gli anziani sono quasi del tutto assenti: gli ultrasessantacinquenni sono infatti quasi il 17% dei residenti, mentre non arrivano all'1,5% negli stranieri. Per converso, la percentuale di stranieri è superiore a quella dei residenti in ogni classe di età quinquennale fino ai 50 anni nei maschi, e fino ai 40 anni nelle femmine. E così, la metà degli stranieri ha meno di 30 anni, mentre l'età mediana nei residenti è di dodici anni più alta. La popolazione degli stranieri presenta inoltre uno squilibrio dei sessi ancora abbastanza evidente: i maschi rappresentano il 56,8%, anche se in leggero calo rispetto al 58,1% di tre anni prima.

Figura 3.1. Piramide delle età degli stranieri e dei residenti
l'immagine è una trasposizione grafica dei dati contenuti nella Tavola A5.4
 

La piramide delle età degli stranieri nasconde tuttavia un ventaglio di situazioni molto differenziate. Confrontando infatti rispetto ai singoli paesi di provenienza i valori dei due indicatori sintetici già riportati nella Tavola 2.3, la percentuale di maschi e quella dei minorenni, emerge una forte variabilità sia rispetto alla prima variabile, che rispetto alla seconda, come anche già osservato nel Rapporto precedente. Si va così, per esempio, dal Senegal, dove la componente maschile raggiunge l'80%, alla Thailandia, dove le donne raggiungono il 95%, passando per l'Ucraina, dove più di 9 individui su 10 sono adulti, alla Serbia e Montenegro , dove quasi 2 individui su 5 sono minorenni. La distribuzione geografica dei principali paesi di provenienza rispetto alla percentuale della componente maschile e di quella minorile, è rappresentata nelle mappe delle Figure 3.2 e 3.3, rispettivamente. Non vengono riportati i paesi con una presenza in termini assoluti inferiore alle 100 unità, in quanto produrrebbero valori degli indici scarsamente indicativi.

Figura 3.2 – Distribuzione geografica dei principali paesi di provenienza rispetto alla composizione per sesso
 
Figura 3.3 – Distribuzione geografica dei principali paesi di provenienza rispetto al peso delle componenti minorile e adulta
 

Le due mappe precedenti possono essere combinate per verificare visivamente l'esistenza o meno di regioni formate da stati abbastanza omogeei rispetto alla struttura demografica. Come nel Rapporto precedente, la classificazione dei paesi di provenienza è stata effettuata distinguendo tra paesi ad alta e bassa incidenza della componente minorile (rispettivamente sopra e sotto il 20%), e tra paesi a prevalente presenza femminile (maggiore del 60%), a prevalente presenza maschile (maggiore del 60%), e con un sostanziale equilibrio dei sessi (percentuali dei due sessi comprese tra il 40% e il 60%). La rappresentazione geografica risultante è mostrata in Figura 3.4, dove si riconoscono alcune aree ben caratterizzate: i paesi dei Balcani, che si distinguono per una sostanziale pareggio tra maschi e femmine, accompagnato da un'alta presenza di minorenni, e i paesi dell'Est Europa, a presenza prevalentemente femminile con una modesta incidenza delle classi di età più giovani. Nell'Africa sahariana prevale invece la componente maschile, accompagnata quasi sempre da quote alte di minorenni, e lo stesso risulta per la penisola indiana, mentre in quasi tutta l'America Latina è la componente femminile a essere maggioritaria.

Figura 3.4 – Distribuzione geografica dei principali paesi di provenienza rispetto alla composizione per sesso e al peso delle componenti minorile e adulta
 

Un'altra rappresentazione grafica che considera congiuntamente i due indicatori sintetici di sesso ed età viene mostrata in Figura 3.5. Si tratta di un diagramma cartesiano dove la posizione di ciascuno dei principali paesi di provenienza è determinata in senso orizzontale dal valore della percentuale di maschi, e in senso verticale dal valore della percentuale di minorenni [Vedi nota 2]. In questo grafico, gli indicatori di due paesi risultano tanto più vicini quanto più lo sono i corrispondenti valori degli indicatori. In altre parole, la vicinanza o lontananza di due paesi nel grafico permette di giudicare il grado di somiglianza o differenza delle corrispondenti strutture demografiche. In generale, i paesi ai lati del grafico, dove è più forte lo squilibrio dei sessi, sono associati a pesi percentuali dei minorenni piuttosto piccole, mentre un folto gruppo di paesi è collocato in alto, spostato leggermente a sinistra del centro, a indicare una sensibile prevalenza di maschi sulle femmine ma anche un peso della componente minorile sopra la media. 

Figura 3.5 – Diagramnma cartesiano dei principali paesi di provenienza rispetto alla composizione per sesso e al peso delle componenti minorile e adulta
 

E' inoltre interessante indagare le variazioni intervenute nelle strutture demografiche dei diversi paesi nel triennio intercorrente tra le date di riferimento del precedente Rapporto e di quello corrente . A questo proposito, il grafico cartesiano in Figura 3.6 adotta lo stesso schema di quello in Figura 4 per riportare le posizioni relative a fine 2002 e a fine 2005 dei sedici principali paesi di provenienza, mostrando così l'entità e la direzione delle variazioni intervenute negli indicatori sintetici di sesso ed età.

Figura 3.6 Variazione della struttura demografica nel triennio 2003-2005 nei principali paesi di provenienza.
l'immagine è una trasposizione grafica dei dati contenuti nella Tavola A5.3
 

Le indicazioni che emergono dalla lettura del grafico sono contrastanti, nel senso che si osservano mutamenti di entità diversa e direzione opposta. Per esempio, si considerino l'Ecuador e l'Ucraina, due paesi che hanno registrato una forte variazione della struttura demografica: nel primo caso, essa è dovuta sia all'aumento del peso della componente minorile, interpretato dallo spostamento verso l'alto, che all'aumento del peso della componente maschile, interpretato dallo spostamento verso destra, mentre nel secondo caso essa è dipesa essenzialmente dal forte aumento della componete adulta, interpretato dallo spostamento verticale verso il basso. Peraltro Ecuador e Ucraina sono due degli stati in cui l'aumento delle presenze nel triennio considerato è stato più forte in termini percentuali. Nel caso di Albania e Marocco invece, la consistente presenza numerica già consolidata da tempo ha fatto sì che la variazione degli indici di struttura sia stata trascurabile o quasi. Non si può dunque affermare che esiste una tendenza generalizzata a incanalarsi verso la parte superiore e centrale del grafico, cioè una tendenza all'aumento della componente minorile e a un sostanziale equilibrio dei sessi, come succederebbe se i ricongiungimenti famigliari e la formazione di famiglie con prole prevalesse sui nuovi flussi in entrata.  Ciò è il riflesso dell'esistenza di situazioni migratorie diverse a livello delle singole nazionalità, per l'evoluzione storica numerica dei flussi in entrata, determinata anche dal sistema delle quote, progetti di insediamento sul territorio, eccetera.

Note
  1. La piramide dei residenti fa riferimento ai dati ufficiali Istat al 31 dicembre 2004, mentre quella degli stranieri è una stima al 31 dicembre 2005 costruita in base a un campione di comuni che copre più del 99% del numero complessivo di tutti gli stranieri. Il leggero sfasamento temporale non compromette comunque la validità del confronto tra le strutture di età e sesso delle due popolazioni. [Torna su]
  2. Per evitare un eccessivo affollamento di voci, sono stati esclusi gli stati dell'Europa Occidentale. Inoltre, alcune bandiere sono state leggermente spostate per evitare una eccessiva sovrapposizione che ne avrebbe impedito la lettura [Torna su]

 
 
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